AL BANDO SPAGHETTI E FETTINA

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Per vincere ci vogliono pizzoccheri e gamberoni

Selargius, 3 dicembre 2013   Scarica il comunicato in formato PDF

Hanno eluso la severa sorveglianza di coach Fabrizio Staico, ingurgitando
nascostamente, (con la complicità dei sardi lecchesi) un assaggio di quelle
succulente pietanze controindicate dalla dieta dello sportivo. Ma se il mix
gamberoni – pizzoccheri ha dato un piccolo contributo alla costruzione di un
successo che mancava da oltre un mese, allora ben vengano le infrazioni dello
stomaco. Al Circolo Amsicora di Lecco la delegazione selargina era ormai di
casa quando per la seconda volta nel giro di dieci mesi ha varcato la soglia di
via Buozzi. E durante il festoso banchetto cominciato intorno alle 13,20, il
presidente Giuseppe Tiana e gli altri soci sono stati abbastanza chiari: “Se
rimedierete un’altra sconfitta, non vi vorremo più vedere”. Donne avvisate,
mezze salvate. Ma da parte dei commensali originari di Gavoi, Solarussa,
Alghero, Arborea, Bari Sardo, Gonnesa e Siliqua sono state avanzate strategie
poco ortodosse per annientare le avversarie, come per esempio ingerire
quantitativi spropositati di aglio in modo da rendere maggiormente fastidiosa la
marcatura stretta. Divisi in due tavolate, gli oltre trenta partecipanti si sono
dati da fare anche con gli antipasti di crudo, bresaola e cotto, le bistecche, il
vino Carignano del Sulcis, dolci, frutta e caffè. “Abbiamo incontrato persone
davvero deliziose e simpaticissime, molto alla mano – confessa il capitano
Emanuela Tinti – siamo state davvero bene, mi hanno ricordato i famosi
pranzi in famiglia della domenica dove regna un clima di serenità. È stato
davvero un piacere rivederle”.

Purtroppo è saltata la passeggiata per le vie della città lacustre: “Hanno preferito rientrare in albergo per tenersi pronte al match serale – dice Tiana –
ma secondo me visitare la zona manzoniana avrebbe accelerato la digestione”.
Prima di congedarsi la dirigenza giallo nera ha voluto esprimere la sua
gratitudine per la calorosa accoglienza con la consegna delle immancabili
confezioni di pasta di capperi selargini e alcune pubblicazioni sulla Sardegna
tra cui spiccava quella relativa alle isole minori. Giuseppe Tiana ha risposto
donando a ciascun ospite una calcolatrice con il logo del circolo Amsicora e in
più anche una pennina usb: “Un piccolo pensierino – ha sottolineato Tiana –
ma quando lo prenderanno in mano si ricorderanno di noi”.

Intanto continua anche da parte dei lombardi la mobilitazione in favore delle
popolazioni isolane colpite dall’alluvione. In via Buozzi ogni anno tantissimi lombardi si avvicinano per prenotare le loro vacanze in Sardegna: “Nell’ultimo anno abbiamo effettuato bigliettazioni per un valore di novantamila euro – rileva Tiana – sono convinto che in questi giorni i lecchesi e non stanno contribuendo attivamente”. Venerdì 6 e sabato 7 dicembre l’Amsicora organizzerà due cene sarde dove il maialino arrosto sarà il piatto forte. Il ricavato, cui andranno aggiunte le donazioni del circolo e quelle personali dei soci, andrà in favore delle popolazioni alluvionate.

IL TIFO SFRENATO DEI SARDI LECCHESI E L’INDIGNAZIONE DI
SELENE PERSEU CONTRO I PUERILI SLOGAN DELLA TIFOSERIA LOCALE

Una buona rappresentanza “amsicorina” si è data appuntamento al
PalaLeopardi di Valmadrera, posizionandosi proprio alle spalle della panchina
sansalvatorina, dove sormontava il vessillo dei Quattro Mori. L’epilogo
vittorioso ha inorgoglito il pubblico sardo: “La partita è stata bellissima – ha
rimarcato il presidente del circolo Amsicora Giuseppe Tiana – dominata dal
Selargius dall’inizio sino alla fine, nonostante un piccolo calo nel terzo quarto.
Anche noi ci siamo fatti sentire e devo dire che tutte le ragazze si sono
espresse al meglio. Dalla panchina coach Staico non ha mai smesso di sgolarsi,
soprattutto durante i time – out dove chiedeva alle giocatrici di applicare
fedelmente gli schemi richiesti. Al termine siamo scesi in campo anche noi, ci
siamo abbracciati tutti. Mi ha colpito in particolar modo Selene Perseu perché
ha trasmesso grinta a tutta la squadra e soprattutto in campo sa farsi
rispettare e riesce a coordinare al meglio le sue compagne”.

La ultraquarantenne giallo nera ringrazia e rilancia: “All’Amsicora è come stare
a casa, a distanza di dieci mesi abbiamo rincontrato con le stesse squisite
persone che durante la partita ci hanno incoraggiato facendo un gran baccano
fino all’ultimo secondo e questo mi rende ancora più orgogliosa di essere
sarda”.

Purtroppo da un’altra sponda dell’impianto piovevano sul campo parole
pesanti, sia all’indirizzo della formazione ospite, sia nei confronti dei direttori di
gara: “Ho assistito ad una scena impietosa – continua Selene Perseu – con i
sedicenti supporter della squadra di casa che insultavano la Sardegna e i suoi
abitanti tirando in ballo questioni poco chiare relative alla concessione di
contributi. L’ignoranza dilaga ovunque ma ti aspetteresti che, in una cittadina
vicino a Milano, gli abitanti abbiano modo di sfogare le proprie frustrazioni in
altre maniere. Per fortuna siamo sardi, abbiamo il mare, le montagne, i pascoli
e le pecore, proprio loro, che vengono tirate puntualmente in ballo per
ridicolizzarci. A fine partita ho chiesto agli arbitri che tenessero conto di quanto
accaduto sugli spalti perché tali individui non si sono risparmiati neanche nei
loro confronti”.

LE ALTRE OPINIONI GIALLO NERE SUL SUCCESSO IN LOMBARDIA

Alessandra Visconti: “Sono contentissima. Avevamo fame di questi due
punti. Siamo partite in quinta ed abbiamo preso molto vantaggio nel primo
quarto, poi la partita si è fatta più difficile a causa dei falli. A differenza della
sfida con Vicenza siamo riuscite a mantenere un discreto vantaggio per arrivare alla fine “tranquillamente”. È stata una gara molto fisica, rognosa. Sono volati molti tecnici, questo vuol dire che entrambe le squadre stavano lottando “alla morte”. E voglio fare i complimenti a tutta la mia squadra. È la dimostrazione che possiamo ancora fare bene, dobbiamo crederci”.

Anna Lussu: “Siamo entrate in campo molto determinate iniziando con un
gran ritmo in attacco. Poi abbiamo rotto gli schemi della loro difesa
impedendole di schierarsi e imbastendo una buona difesa. Ci siamo buttate su
ogni pallone vagante, ogni rimbalzo, grandi e piccole. Dopo tante battaglie
intercorse con il Valmadrera sappiamo bene quali sono i punti forti delle nostre
avversarie e quindi si fa di tutto per bloccarli. Sono sicura che stiamo
crescendo e continueremo a farlo. Le difficoltà incontrate finora sono
sicuramente servite a renderci ancora più forti e come sempre si lavora
intensamente durante la settimana per essere poi al top della forma in partita”.

Emanuela Tinti: “Sono felicissima per questi due punti conquistati. Contro
Valmadrera dovevamo vincere ad ogni costo e lo abbiamo fatto. Abbiamo
iniziato sparatissime conquistandoci un bel vantaggio. Nel secondo tempo ho
avuto un attimo di paura perché l’arbitraggio ha totalmente cambiato il suo
modo di interpretare le azioni. Non veniva concesso un minimo contatto, non
solo, si sanzionava pure l’intenzione di voler rubare una palla. Ci hanno
fischiato una marea di falli a sfavore. C’è stato un po’ di panico perché non
sapevamo come comportarci. Grazie ad una bella strigliata di coach Fabrizio e
alla buona volontà di portarci assolutamente a casa la vittoria, ci siamo riprese
e non abbiamo mai permesso alle avversarie di superarci. C’è stato solo un
meno uno al terzo tempo, ma subito dopo abbiamo ripreso le distanze, sino al
più dieci finale.
Mi sento di dire che nonostante la vittoria abbiamo ancora tanto da migliorare,
però già contro Vicenza abbiamo mostrato qualcosa in più quindi siamo
sicuramente sulla buona strada”

Roberto Frau (vice allenatore Basket San Salvatore): “Nel primo tempo ha
funzionato tutto, andavamo a mille sia nel gioco, sia nelle percentuali. Dopo
abbiamo sofferto inspiegabilmente. Nel secondo e terzo quarto ci siamo
bloccate ma siamo state brave a riprenderci sul finale del terzo e a mantenere
la testa avanti anche quando le avversarie si sono fatte sotto. Finalmente dopo
tre trasferte consecutive si torna in casa. Ora lavoreremo per dare continuità a
quel buonissimo primo quarto”.

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